L’edificio fa parte di un complesso edilizio di pregio storico ubicato nel Comune di Firenze, in località San Felice a Ema (Il Molino Nuovo) con accesso da Via delle Cave di Monteripaldi, 39°, che tra la metà e la fine del 1800 comprendeva alle origini un “molino” ad acqua sorto lungo le rive del torrente Ema. Successivamente il mulino ad acqua fu sostituito da un mulino a vapore per far funzionare il quale è stato necessario erigere la ciminiera ancora oggi visibile e conservatasi in ottime condizioni. Durante questo periodo furono costruiti i primi immobili che crescevano intorno all’attività “produttiva”, che si è poi arricchita di un frantoio per la produzione dell’olio d’oliva, uno stabilimento per l’estrazione dell’olio di sansa, oltre a svariati ambienti che al piano terreno erano adibiti a deposito, mentre al primo piano ospitavano le residenze di pertinenza.
Intorno agli anni sessanta cessò l’attività di macina e di estrazione dell’olio dalla sansa mentre si insediò uno stabilimento per la produzione di materiali plastici espansi.
Agli inizi del 2000 il complesso si presentava completamente disgregato, suddiviso in porzioni appartenenti a proprietari diversi ed in evidente stato di abbandono.
La classificazione dei fabbricati che li ha definiti “edifici di pregio” e li ha inseriti in una zona agricola di particolare interesse, detto “Parco dei Colli Fiorentini”, ha motivato i nuovi proprietari perché fossero valorizzati gli antichi elementi costitutivi e fossero nel contempo adottati tutti quegli accorgimenti che, ottimizzando l’utilizzo delle risorse sia costruttive sia di utilizzo, restituissero al Parco dei Colli Fiorentini quegli immobili rispettosi appunto della natura agricola della zona.
Allo stato attuale l’unica strada percorribile è quella della ricerca di un equilibrio con le forze della natura e la realizzazione di un’architettura che trae da esse i massimi vantaggi senza distruggere l’ambiente impiegando le cosiddette “fonti rinnovabili”.
Pensando di intervenire su un edificio quale la “vecchia fabbrica”, ci si trova di fronte alla necessità di considerare, e rispettare, almeno due richieste: da una parte è presente un organismo architettonico, che lo stato di abbandono ha reso poco fruibile ma portatore di un evidente segno storico-sociale, dall’altra si prospetta la possibilità di destinarlo utilmente ad un’attività di vita quotidiana, anche sostanzialmente diversa da quella originaria. Il progetto ha quindi previsto la realizzazione di spazi destinati a studio tecnico, show room, ufficio oltre a servizi igienici e locali tecnici considerando fondamentali gli approcci di tipo bioclimatico e costruttivo naturale.
Il concetto della protezione naturale ci riporta alla mente la “pelle” di cui disponiamo e che è in grado di consentire la nostra comunicazione con il mondo esterno e nel contempo ci garantisce quel livello di protezione che altrimenti ci renderebbe troppo vulnerabili a qualsiasi evento.
Lo stesso concetto è stato ripreso nel progetto in esame per garantire quella “comunicabilità” attraverso la traspirazione dell’involucro e al contempo una “protezione” dagli sbalzi termici così da riuscire ad avere il miglior confort abitativo con un apporto energetico minimo o, meglio, senza alcun apporto (caso ideale).
Convogliare i venti o generare spostamenti di masse di aria costituisce un semplice espediente, tramandato da diverse culture, che ci permette di migliorare le condizioni di comfort interno.
L’effetto camino, la captazione attraverso le torri, i laghi d’aria, ma anche la semplice circolazione dell’aria negli ambienti ci permettono di vivere meglio all’interno degli edifici evitando che l’involucro diventi una barriera insormontabile tra noi e tutto ciò che ci circonda.
La fonte rinnovabile scelta nel progetto “Il Mulino Nuovo” è il sole, con l’attivazione, fin dall’avvio del nuovo utilizzo, di pannelli di tipo “fotovoltaico” per la produzione di energia elettrica.
Si è quindi reso necessario progettare e realizzare solo l’impianto di riscaldamento che è stato concepito a basso consumo e ad alto rendimento il calore così distribuito garantisce un effetto avvolgente senza alcun movimento di polveri e/o sensazioni di zone a differenti temperature.